ZES, la Grande Chance per un Abruzzo “Facile”L'articolo di Stefano Cianciotta per il Messaggero

L’introduzione della ZES (Zona Economica Speciale a fiscalità agevolata) assume per l’Abruzzo un’importanza fondamentale per il sostegno alle politiche di sviluppo industriale e logistico del territorio.

Il Masterplan per il Sud, infatti, ha assegnato all’Abruzzo 1,5 miliardi di euro. Le risorse produrranno effetti economici positivi solo nel lungo periodo perché siamo ancora nella fase dei bandi di progettazione, e nel migliore dei casi trascorreranno almeno tre anni prima dell’apertura di possibili cantieri, con una durata media di altri 3/5 anni.

Nel breve, quindi, è soprattutto la ZES, concepita dal legislatore per attrarre investimenti diretti attraverso incentivi, agevolazioni e deroghe normative, la misura che deve essere resa concreta. Le fasi di progettazione e programmazione sono in capo alla Regione. Delle ZES si è discusso martedì scorso in Conferenza Stato Regioni, che ha approvato lo schema di attuazione del progetto da consegnare al Governo. Il futuro dell’Abruzzo passerà quindi dalla sua capacità di velocizzare i processi amministrativi. Del resto in campagna elettorale Regione facile, lo slogan dell’attuale presidente della Regione D’Alfonso, indicava nello snellimento delle procedure la priorità per fare crescere l’Abruzzo e renderlo attrattivo sul piano della fiscalità agevolata e degli investimenti produttivi. L’istituzione in tempi rapidi della ZES e la sua capacità di diventare uno strumento che attrae investimenti, ci dirà se Regione facile era solo uno slogan o se invece è destinato a segnare una svolta nelle capacità dell’Abruzzo di ospitare nuovi insediamenti industriali.

Che la ZES potesse costituire una valida opportunità per rendere più competitivo l’Abruzzo sotto il profilo delle agevolazioni fiscali, dello snellimento dell’iter autorizzativo e della individuazione di partner economici qualificati, lo abbiamo proposto ed auspicato per primi in Abruzzo proprio su questo quotidiano agli inizi del 2017.

Nel mondo ne esistono circa 2700, Cina e Dubai sono gli esempi più conosciuti. In Europa se ne contano una settantina, 14 delle quali istituite in Polonia. La misura fiscale più importante delle ZES polacche è la corporate income tax che può oscillare tra il 25% e il 55% a seconda di una serie di variabili. Per ottenere l’esenzione, le imprese devono ricevere un’apposita autorizzazione che è subordinata ad una serie di condizioni, come un investimento minimo di 100.000 euro o il mantenimento del business e della forza lavoro nell’area per almeno 5 anni. Se quanto dichiarato non si verifica, l’impresa è costretta a restituire gli aiuti ricevuti. Tra il 2003 e il 2012 la ZES ha contribuito ad una crescita media del PIL nelle regioni interessate pari al 4,12%.

Nella progettazione della ZES della Regione Abruzzo saranno decisive la valorizzazione della filiera che si vuole andare ad attrarre e l’apporto delle aree interne (ad oggi solo i sindaci de L’Aquila, Pratola ed Avezzano hanno espresso il loro interessamento alla misura).

Questa straordinaria opportunità va sfruttata mettendo a sistema l’intermodalità abruzzese, che si dovrebbe rafforzare con il completamento della Fondovalle Sangro previsto per il 2022.

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